Ori Elisar è un designer israeliano che ci porta ai limiti tra arte, esperimento in provetta e tipografia. Ha ricreato un alfabeto che vive, si nutre e si modifica, utilizzando dei batteri (Paenibacillus vortex) al posto della china. Le lettere si trasformano passando dall’alfabeto ebraico antico a quello moderno, in un gioco di piccoli spostamenti. Il tutto è ovviamente regolato dall’artista che, disponendo la proteina- nutrimento dei i batteri in un certo modo, riesce a fargli compiere le esatte trasformazioni. Per quanto ci sia “il trucco” non si può dire che il progetto non abbia il suo fascino, se non altro da un punto di vista visivo . Questo “alfabeto vivente” è un modo per visualizzare e far riflettere sul tema dell’incessante mutazione delle lingue parlate e scritte.  Sempre più spesso i modi di dire colloquiali vengono trasposti nella lingua, modificando gradualmente e continuamente le lingue di tutto il mondo, per non parlare della calligrafia, da arte minuziosa e lenta nella storia antica a metodo  oggi per prendere appunti frenetici di corsa.

 

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