DESIGN ANTIDOTO, City Eden. Resilienze Festival

Dopo una prima edizione nel 2020 alla Fabbrica del Vapore, Milano, Design Antidoto torna e si fa spazio nel panorama bolognese con la mostra City Eden, alle Serre dei Giardini Margherita, Bologna, dal 9 al 12 settembre durante il Resilienze Festival. Per la location della mostra, il collettivo Illuminazioni, fondato dalle designer under 30 Virginia Alluzzi e Caterina Capelli, ha rigenerato una delle serre immerse nel verde con il supporto dello studio di architettura Baustudio.

Nel 2020, per l’edizione milanese, Design Antidoto si è focalizzato sugli output progettuali nati come “antidoto” ai bisogni (sociali, spaziali, psicologici, pratici) che tutti abbiamo vissuto durante il periodo di emergenza e quarantena. La selezione di quest’anno invece, con la presenza di sette progetti inediti e tre startup innovative, punta a mostrare come questa disciplina possa essere oggi uno strumento utile ad affrontare le sfide di questa nuova quotidianità che stiamo vivendo. L’obbiettivo è invitare i visitatori a vedere il Design non più come una disciplina lontana e commerciale, ma come un veicolo di valori ed innovazione, sociale, ambientale e culturale. Ancora una volta, un antidoto per tutti. Qui di seguito un’anteprima di chi potrete vedere a Bologna.

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Il progetto Hestia nasce nel 2020 come tesi di laurea di Gianmarco Guarascio (1992), libero professionista sul territorio romano, il cui lavoro spazia dall’interior al product design. Attraverso riflessioni, ricerche e sperimentazioni che riportano alla luce il potenziale del fuoco all’interno dello spazio abitativo condiviso, Gianmarco sviluppa due dispositivi ideati per godere di questo elemento, capaci di canalizzare i sensi e le percezioni umane verso una esperienza innovativa e radicale al tempo stesso. Hestia nasce sia come critica ai dispositivi tecnologici contemporanei, che in alcuni casi hanno sostituito completamente l’utilizzo del focolare, sia come elemento per aumentare la convivialità domestica, aiutando a riscoprire un modo diverso di condividere lo spazio di casa. Nel concreto, il coffee table con bruciatore a bioetanolo, cuore pulsante del progetto, è accompagnato da uno speaker bluetooth che intensifica l’esperienza di condivisione attraverso la diffusione di musica o audiolibri. Il fuoco ritorna nel progetto anche come tecnologia per impreziosire le superfici in rame: attraverso l’utilizzo di fiamme libere nella fase di produzione, sul metallo vengono impresse texture e colorazioni libere uniche.

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Precedentemente su Wevux, Andrea Sebastianelli (1992) vive a Rotterdam dove lavora come freelance product designer. La sua pratica mira ad una consapevole trasformazione della materia e al coinvolgimento del lavoro artigianale attraverso un approccio sistemico. Per capire di cosa si tratta basta andare a vedere Piume Vellutate, un progetto realizzato nel 2019 con il Museo di Prato, in collaborazione con il Comune di Santo Tristo (Portogallo), il museo di Nordiska Textilakademin (Svezia), l’Accademia Strzemiński di Łódź (Polonia) e la città di Gironella (Spagna). Insieme ad altri artisti, il designer è stato chiamato a realizzare nuovi prodotti prendendo come fonte di inspirazione il materiale museale tessile. È nato quindi il progetto “Piume Vellutate” che ripercorre la storia e gli stili che hanno caratterizzato la produzione del velluto, dalla sua origine ai giorni nostri. Questo materiale, utilizzato per foderare una serie di trapunte, ha permesso di riflettere stilisticamente i reperti fisici appartenenti ai musei promotori del progetto. “Piume Vellutate” è quindi una ricerca visiva basata sulla stratificazione del decoro applicato al velluto nel corso della storia e si concretizza in un artefatto attraverso cui le persone possono vivere l’esperienza dell’archivio storico nella loro quotidianità.

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Eywa è un sistema di piastrelle progettato da Ismaele Bonomi per creare sentieri luminosi nelle foreste e nei parchi. Il prodotto nasce dal desiderio di rendere consapevoli le persone di cosa realmente sono le piante e dell’importanza vitale che hanno per il pianeta, dice il designer. Per fare ciò le piastrelle di Eywa mostrano in tempo reale, attraverso impulsi luminosi di diversa intensità e colore, la comunicazione e le interazioni che avvengono tra le radici che corrono sotto i piedi di chi sta percorrendo il sentiero. “Questo – afferma Bonomi – è possibile grazie ad un biosensore collegato al “Wood Wide Web” della foresta di collocazione di Eywa. Ciò permette agli utenti di camminare, letteralmente, sulle parole degli alberi.” Infine, le piastrelle sono dotate anche di un sensore di tocco, il quale consente di accendere e svelare il decoro luminoso nel momento in cui vi si cammina sopra. Per saperne di più e vedere un prototipo, visitate Design Antidoto!

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Precedentemente su WeVux, MAIS Project è un duo creativo fondato da Matteo Mariani e Isato Prugger e ha debuttato con il progetto FLAI per Diomede, esposta durante Euroluce 2019. A Design Antidoto presenterà al pubblico bolognese BicéBio, un bicchiere ecosostenibile, realizzato col materiale bioplastico compostabile Seedling Mark, che lo rende anche molto più resistente dei bicchieri di plastica comuni e più adatto ad un utilizzo intenso, come richiesto ad esempio nella ristorazione collettiva. Il progetto propone infatti un’alternativa ai bicchieri monouso per le grandi tavolate, con la consapevolezza che “Possiamo cambiare il futuro senza cambiare le nostre abitudini”. BicéBio nasce anche dall’attenzione agli aspetti più umani della progettazione: la texture decorativa è un omaggio alla ‘Bacteria’ di Ettore Sottsass, ed è pensata per permettere un grip più comodo; la bioplastica utilizzata offre una sensazione soft touch, più confortevole e “umana” della fredda plastica tradizionale. Alla fine del suo ciclo di vita BicéBio viene smaltito nel compost e si decompone senza lasciare tracce inquinanti nell’ambiente. Un esempio di come il Design può diventare uno strumento per sviluppare – attraverso gli oggetti quotidiani – una sensibilità nei confronti dell’ambiente.

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TheMosshelter è un progetto ideato nel 2016 da Marco Cesari, classe 1993 diplomato presso l’Istituto Agrario F.lli Navarra. Durante la sua esperienza in Australia, girando il paese in van, ha avuto la possibilità di conoscere e studiare la flora locale, rimanendone affascinato. Dopo essersi occupato di architettura dei giardini presso abitazioni private, è tornato nella sua città natale per realizzare il suo sogno: portare il verde nella nebbiosa Ferrara. Mettendo a frutto quanto appreso, Marco ha coniugato le sue competenze nel mondo delle piante con quello degli acquari, iniziando a realizzare mossarium e terrarium, come kokedama e wabikusa. I primi sono i cosiddetti bonsai volanti, che non hanno vaso, i wabikusa invece fanno riferimento a composizioni con una piccola porzione del substrato vegetale (di solito terreno), con diverse piante acquatiche che crescono su di esso. Questa sua passione l’ha portato anche a occuparsi di architettura del verde e garden design.

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Officine 27 è un brand di oggetti e complementi di arredo in materiale metallico che nasce a La Spezia nel 2020. La sua caratteristica? Il laboratorio è situato all’interno del Carcere Villa Andreino e ha anche la funzione di spazio creativo per formare i detenuti, progettando e costruendo i prodotti attraverso tecniche artigianali e procedimenti semi-industriali, con attenzione alla sostenibilità ambientale e sociale, alla qualità e alla cura dei dettagli. Tutti i prodotti Officine 27 sono realizzati dai detenuti che operano all’interno del Laboratorio che dal 2014 è gestito dall’azienda Metallica Srl. ​Questa realtà non è solamente un luogo in cui si progettano e producono complementi di arredo, ma è soprattutto un coworking, dove vengono formati i detenuti al fine di creare nuove opportunità. Il design diventa uno strumento relazionale e ri-abilitante, con lo scopo di generare progetti socialmente responsabili, attingendo dal sapere artigianale per porre attenzione sulla cura del dettaglio e sulla qualità dei prodotti.

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PlayWood realizza componenti di arredo e accessori ecologici, riciclabili, e provenienti da fonti rinnovabili, progettati secondo i principi dell’ecodesign. Nasce per offrire un approccio più sostenibile all’arredo usa e getta e per andare incontro alla flessibilità della vita moderna. “Crediamo che i mobili debbano essere fatti per durare, non per la discarica.” Ogni arredo realizzato è modulare e trasportabile. In più, può essere facilmente personalizzabile per ottenere molteplici configurazioni. PlayWood lavora con una filiera corta che permette di acquistare un mobile di alta qualità ad un prezzo competitivo grazie al contatto diretto tra produttore e cliente, che riduce i costi commerciali legati alla vendita, e all’ottimizzazione dei processi e la riduzione degli sprechi tipici della produzione industriale di massa. Un’interessante soluzione da scoprire alle Serre dei Giardini Margherita.

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Podere 101 è nato con lo scopo di raggiungere l’autoproduzione alimentare ma ora si sta espandendo anche a nuovi ambiti dell’ecologia come la riforestazione. Tommaso, classe 2002, negli ultimi 4 anni oltre ad aver avviato un innovativo allevamento di galline ovaiole su pascoli e pollai mobili, ha costituito diversi gruppi di famiglie di api, presenti anche sui colli bolognesi, e ha iniziato a produrre frutta e ortaggi. La pagina Instagram, aperta nel 2020, documenta il progetto di Tommaso che, come lui afferma, ha trovato l’energia di iniziare grazie ai Fridays For Future e ai tanti giovani impegnati nelle manifestazioni. Nell’ultimo anno, il progetto ha avuto un incremento notevole in fatto di crescita e di impegno necessario, un esempio sono anche i tanti nuovi progetti e collaborazioni che il fondatore di Podere 101 sta portando avanti. Per saperne di più, vi consigliamo di visitare Design Antidoto.

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Revibe è una marketplace dedicato alla moda upcycling, che riunisce fashion designer indipendenti che combattono contro gli sprechi della moda. Il progetto nasce nel 2020, durante la pandemia, da quattro amici veneti trapiantati a Parigi da diversi anni. Revibe ad oggi riunisce circa 50 designers provenienti da 7 paesi europei e oltre 600 prodotti, tutti rigenerati da materiali di seconda mano o scarti di produzione. Una vetrina online per artigiani e artisti che creano pezzi unici combinando materiale e tecniche di lavorazioni differenti. Creatività al servizio dell’ambiente e della società. Donando un contatto con una nuova sartoria circolare, Revibe permette ai propri clienti di pre-ordinare il capo e di co-crearlo con i designer tramite richieste di customizzazione.

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Ultimo ma non meno importante, 3D WASP – World’s Advanced Saving Project è un’azienda leader nel settore della stampa 3D fondata da Massimo Moretti nel 2012. Ispirato dalla vespa vasaia, il progetto WASP intende realizzare costruzioni con materiali naturali locali e a costo tendente a zero. L’azienda è da sempre conosciuta per le stampanti 3D Delta WASP adattabili a tutti i bisogni, dalle piccole alle grandi dimensioni, con una linea di prodotto interamente dedicata all’Industria 4.0. Il principale obiettivo aziendale è fornire effettivi benefici all’uomo attraverso l’innovazione tecnologica e la ricerca. Per fare ciò, il ricavato dalla vendita delle stampanti 3d viene investito nella ricerca e lo sviluppo di progetti integrati nella prospettiva di una rivoluzione produttiva che apporti un benessere diffuso. Ricerca che procede parallelamente nell’ambito di materiali ecosostenibili e funzionali e di sistemi innovativi. I progetti fino ad ora realizzati dal gruppo sono completamente autofinanziati. Per conoscere questa interessante realtà, visitate Design Antidoto.

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La prossima settimana approfondiremo i contenuti di alcuni degli espositori citati. Qui di seguito le informazioni dlel’evento:

DESIGN ANTIDOTO, City Eden.
9 – 12 Settembre @ Serre dei Giardini Margherita, Bologna
A cura di Illuminazioni Exhibit
Partner: Baustudio, Azeta Print Services.
Con il supporto di: Advanced Design Unit

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