IOSONOPIPO VENDE LA SUA IDENTITÀ ARTISTICA

L’espressione di un artista è spesso il risultato di una riflessione personale, una ricerca di consapevolezza e identità. Ma cosa succede se questo percorso finisce? Non stiamo parlando del decesso dell’artista ma del raggiungimento di quella coscienza, di quell’identità inseguita. Cosa succede se l’artista vuole andare oltre il proprio percorso? Questo è esattamente quello che è successo a iosonopipo, Giuseppe Palmisano, che ha deciso di vendere la sua identità artistica su eBay Italy.

Con 100mila followers su Instagram, le fotografie di iosonopipo sono molto popolari. WeVux lo ha contattato per chiedergli cosa ha in mente per il proprio futuro. Potete leggere la sua risposta dopo il suo “testamento” d’artista qui sotto.

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Il giorno 14 ottobre 2012 in un appartamento di Corso Genova a Milano, nell’istante in cui Mariella indossava un paralume, ho capito. Da quel giorno per tutto l’anno successivo ho cercato dentro di me le coordinate di quella prima visione e piano piano è emersa la grammatica di un’urgenza. Sono nato come un clown e il gioco del non prendermi sul serio mi ha permesso di guardare questa emersione, il suo potenziale conflitto, con un distacco ironico che è diventato la pelle di questo immaginario.

Della fotografia non mi è mai importato nulla. La considero una scoria del mio guardarmi osservare. Ho lasciato che il mio femminile giocasse a mimetizzarsi tra i mobili. Nel momento in cui non ho avuto più paura di riconoscerlo e conoscerlo ho compreso che quelle pose erano solo il medium e lo scenario di questo conflitto osservato. In quel momento nasce oltrepensare, vendo la mia reflex e smetto di fotografare per nove mesi. La mia storia è un impasto di assenze.

Quando smetti di parlare e di agire si crea uno spazio abitabile. In quei mesi accaddero tante cose. Aver toccato l’epicentro della mia questione più intima mi aveva consentito di sfiorare, pur non volendolo, infinite questioni altrui. Quelle immagini non mi appartenevano nell’esatta misura in cui mi ri-guardavano più di qualsiasi cosa avesse mai preso forma in me e attraverso di me.

Tutto quello che raggiungo non mi appartiene e tutto quello che non mi appartiene lo posso lasciar andare. I primi 4 minuti e 33 secondi dell’1 gennaio 2016 ho eseguito la composizione in 3 movimenti di John Cage, che porta quello stesso nome. Un gesto d’amore, rivoluzione e sottrazione assoluti che nell’atto di riprodursi si mette a repentaglio come possibilità per l’espressione pura e non mediata del Mondo. Il gesto più sintetico, intimo e complesso di un’intera biografia, che diviene ascolto universale, fragile di vita.

Questo specchiarmi senza protezione nel vuoto mi ha restituito la piena consapevolezza che non avessi più bisogno di riconoscermi e riprodurmi in ciò che avevo ormai riconosciuto e fatto mio. Non mi apparteneva più neanche quella forma, ed ero pronto ad andare oltre senza curarmi del dove.

Per questo, il 4 novembre 2019, vi lascio Iosonopipo: 123 fotografie,1615 certificati, il sito, la mail, le pagine social.

Questo patrimonio di immagini è frutto di un profondo rispetto per le donne, di un’intesa che ogni volta in un modo diverso si è rinnovata con le ragazze con cui sono nati questi dialoghi. Senza la loro fiducia tutto questo sarebbe rimasto probabilmente un fiume carsico. Sento quindi il bisogno di portare fino in fondo la mia gratitudine e dedicare a loro e a tutte le donne quest’ultimo gesto. Ma le parole non esauriscono questa gratitudine. Il femminile che ha trovato spazio in me mi ha aiutato a comprendere quanto sia vitale e necessario che gli uomini imparino a coltivarne in sé la natura. Il maschile puro è principio di distruzione e autodistruzione, di morte, e mai come oggi l’intero ecosistema sta subendo le estreme conseguenze di questa purezza. Il femminile è vita, è resilienza è ascolto e germinazione, e la nostra unica possibilità di salvezza sta solo nella sua definitiva affermazione. Sono consapevole della portata di questo potenziale scontro che mi ostino a sperare possa essere invece un incontro, un rinnovato e futuro equilibrio.

Per tutto questo e molto altro, pur non potendolo pretendere, chiedo a chiunque acquisterà il diritto legale di poter utilizzare l’identità che ho creato, messo all’opera e ceduto, di aver cura e a sua volta rispetto di quel che ha mosso, in me e attraverso di me, questa urgenza. Auspico quindi che, in caso di eventuali guadagni connessi alla cessione di questa identità, una parte di essi venga devoluta a favore di chi ogni giorno si impegna nella tutela e nella cura delle donne vittime di violenza, e per un’educazione di genere finalmente liberata da qualsiasi pretesa patriarcale e omofobica.”

Parlando con iosonopipo, gli abbiam chiesto se questa consapevolezza acquisita ha mostrato anche un percorso per il futuro, e se sa già in che forma vedremo Giuseppe Palmisano ora.

“Forse per me è proprio la consapevolezza di un percorso futuro, seppure dai contorni sfocati che ha portato a questo atto. Sento di avere mille forme e per questo ho avuto il coraggio di metterne a repentaglio una, la più a fuoco, che mi sosteneva in tutti i sensi. Non ci sarà un solo Giuseppe Palmisano, così come ad oggi ci sono stati i vari profili, instagram ad esempio, per ogni progetto fatto, alcuni di questi continueranno e ne nasceranno sicuramente altri. Ogni cosa che ho in mente ha bisogno di un medium diverso, ci saranno performance, installazione e probabilmente ancora per un po’ fotografia.”

Se volete fare un’offerta per l’identità artistica di iosonopipo, visitate eBay Italia.

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