SMART: NON SOLO FOURTWO!

Smart: prima ancora di pensare semplicemente al termine “intelligente” nella traduzione inglese, a parecchi di voi verrà in mente la piccola due posti di casa Mercedes. Tutti conoscono la piccola dueposti utilitaria, ma forse non tutti sanno che i modelli della casa tedesca ammontano a ben tre: la Fortwo, appunto, ma anche la Forfour (una utilitaria di discrete dimensioni a quattro posti, simile ad una Vw Polo o a una Fiat Punto per dimensioni) e la Roadster (una piccola spider a due posti). Forse non le conoscete proprio perché sono state dei pesantissimi flop commerciali, che hanno portato quasi il tracollo del brand di Stoccarda, e che ha successivamente dovuto ridimensionare la propria gamma alla sola Fortwo. A cavallo tra 2011 e 2012 abbiamo tuttavia ammirato quattro splendidi concept sfornati dalla giovane casa automobilistica, che ne han fatto ben augurare il rilancio: la Fourvision, la Fourjoy, la Fourstar e la Forspeed; simili tra loro come ormai solo il family feeling della tedesche sa fare, e con tratti distintivi decisi e ben amalgamati. La Fourvision cercava di anticipare alcuni tratti della nuova Fourtwo, la Fourjoy sarebbe dovuta essere un’ipotetica nuova Forfour, la Forstar qualcosa di simile concettualmente alla vecchia e sfortunata Roadster (solo per quanto riguarda la vocazione più sportiva, non certo per somiglianza di linee e volumi), mentre la Forspeed avrebbe dovuto ricordare da vicino la veccia Crossblade, un’evoluzione estrema, senza tettuccio e a edizione limitata della Fortwo del 2002. Tuttavia solamente una settimana fa sono state scoperte le nuove versioni definitive della Fortwo e della Forfour; e le perplessità non sono poche. Alcuni richiami ai concept sopracitati sono evidenti, ma altri elementi, almeno per il momento, stridono non poco. Primo fra tutti è il “muso”, che rendono visivamente la Forfour ma soprattutto la Fortwo decisamente sgraziata, impacciata e poco dinamica. Anche le dimensioni, sempre maggiori (ormai quasi 30cm di lunghezza in più rispetto alla prima versione degli anni ’90) non sono un elemento troppo apprezzato. Un ulteriore elemento di disturbo è l’eccessiva somiglianza tra il modello a due e quattro posti. Sembra quasi che per mantenere una linea simile e compatibile con le due lunghezze, i designer tedeschi abbiano “imbruttito” entrambi i modelli, vincolati l’uno all’altro e non liberi di prendere la propria strada di sviluppo formale. Non solamente ombre, tuttavia: in entrambi i modelli la vista tre/quarti posteriore è apprezzabile, così come gli interni, accoglienti, puliti e ben realizzati. Probabilmente il mercato dell’auto, che, come ben sappiamo, non è solamente influenzato dal design, ma molteplici fattori quali marketing, mode, prestazioni, costi e, non ultimo, fattori esterni come crisi economiche, andamento del prezzo del carburante e molti altri, ci smentirà. In fondo noi tifiamo per soluzioni intelligenti (scusate il gioco di parole) rappresentate da Smart prima di molte altre, per aiutare la mobilità sostenibile. Vedremo.

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