Art (Love)story #Christo&Jeanne-Claude

 

Christo in Bulgaria e Jeanne-Claude in Marocco nascono contemporaneamente il 13 giugno 1935. Il loro incontro avviene a Parigi a ventitré anni, e solamente dopo tre anni nasce la loro prima collaborazione artistica. Questa è solo l’inizio di una lunga e riconosciuta carriera artistica che, affiancata ad una parallela storia d’amore, vedrà Christo e Jeanne-Claude rimanere assieme dagli inizi degli anni ’60 fino alla morte di lei, sopraggiunta nel 2009. Tanti sono i particolari di questa “strana coppia” che fin dal principio ha visto intrecciare vita e arte con disinvoltura, tanto da affermarsi quasi come un artista unico, cosa che si può capire dall’aneddoto (raccontato da loro stessi) che dice fossero soliti prendere voli separati durante i viaggi poichè, in caso di incidente, il sopravvissuto dei due avrebbe potuto continuare il loro lavoro. Quasi (mi viene da pensare) ci fosse una sorta di “missione” d’arte, un patto segreto tra i due.

cjc

Christo Vladimirov Javacheff (1935) e Jeanne-Claude Denat de Guillebon (1935-2009)

 

“I am an artist, and I have to have courage … Do you know that I don’t have any artworks that exist? They all go away when they’re finished. Only the preparatory drawings, and collages are left, giving my works an almost legendary character. I think it takes much greater courage to create things to be gone than to create things that will remain.” 

“Sono una artista, e come tale devo avere coraggio…Lei lo sa che non ho nessun’opera d’arte esistente? Una volta finite, sono tutte state smontate. Sono rimasti solo i disegni preparatori e i collages, dando ai miei lavori un carattere leggendario. Penso che ci voglia più coraggio nel creare una cosa che sparirà, piuttosto che nel crearne una che rimarrà per sempre.” 

 

Con queste parole si descrive lo stesso Christo ad un noto critico d’arte, in coerenza con la disinvoltura con cui la coppia ha da sempre sostenuto che le loro opere avessero principalmente uno scopo estetico, per impressionare vivamente ed in modo immediato gli spettatori, senza celare al loro interno necessariamente un altro significato specifico. La realtà è che noi stessi, davanti ad una delle loro opere, non possiamo rimanere impassibili, e cerchiamo quindi di trasformare quella meraviglia in una metafora che soggettivamente scegliamo come significato sottostante al tutto.

I loro lavori sono principalmente installazioni, sia in esterni che in interni, che variano moltissimo in quanto a scala e luogo d’intervento, materiali e tecniche utilizzati. Uno dei temi ricorrenti, in cui troviamo i loro lavori più noti, è quello di incartare architetture di grosse dimensioni con dei tessuti, ed il risultato ottenuto  è di attirare l’attenzione proprio su quello che così viene nascosto, come ha espresso David Bourdon definendo questi lavori una “revelation through concealment” (una rivelazione attraverso l’occultamento ).

1962Wall of Oil Barrels - The Iron Curtain, Rue Visconti, Paris 1968 2Wrapped Coast, One Million Square Feet, Little Bay, Sydney, Australia, 1968 prep_Wrapped Coast, One Million Square Feet, Little Bay, Sydney, Australia, 1970 Wrapped Monument to Vittorio Emanuele II, Piazza del Duomo, Milano, Italy 1971 Wrapped Floor and Covered Windows, Museum Haus Lange, Krefeld, Germany, 1971 1971 Wrapped Walk Ways (Project forMuseum's Haus Lange - Krefeld Garden) 1974 Ocean Front, 2Newport, Rhode Island, 1974 1974 Ocean Front, Newport, Rhode Island, 1974 1975 The Pont Neuf Wrapped, Paris, 1975-85 1976 Running Fence, Sonoma and Marin Counties, California, 1972-76 1980 Surrounded Islands, Biscayne Bay, Greater Miami, Florida, 1980-83 1980 1984The Umbrellas, Japan-USA, 1984-91 1997 Wrapped Trees, Fondation Beyeler and Berower Park, Riehen, Switzerland, 1997-98 Passau Mural 2005pre The Gates (Project for Central Park, New York City) 2013 Big Air Package, Gasometer Oberhausen, Germany, 2010-13

 

www.christojeanneclaude.net

Back to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: