ASSAY, più di un semplice prodotto

Yusuf, Mounir, Paap, Hussein, Ibrahim, Matthew, Guebre, Abdoulaye e Mamadou sono i protagonisti del progetto “IN CAMPO! Senza caporale”. Vengono da Ghana, Burkina Faso, Senegal e Togo, e quasi tutti hanno attraversato l’inferno libico prima di solcare il Mediterraneo a bordo di imbarcazioni di fortuna. Arrivati in Italia, dopo la prima accoglienza sono finiti quasi tutti obbligati a vivere in baracche senza acqua né luce nell’attesa di essere reclutati dai caporali per qualche giornata di raccolta.

Per chi non lo conoscesse, il caporalato è un sistema informale di organizzazione del lavoro agricolo temporaneo, svolto da braccianti inseriti in gruppi di lavoro (squadre) di dimensione variabile (da pochi individui a diverse centinaia), guidati da un caporale. Purtroppo, sempre più spesso, vengono usati come manodopera migranti e rifugiati, sfruttati e senza diritti.

Per evitare tutto ciò, l’associazione ambientalista Terra! ha attivato il progetto “IN CAMPO! Senza caporale”, 10 mesi di formazione e tirocinio in agricoltura con anche l’obiettivo di garantire un futuro dignitoso a tutti i partecipanti, aiutando loro ad entrare in un sistema occupazionale che è parte di un sistema di accoglienza sempre più restrittivo e scorretto. I protagonisti hanno potuto studiare l’italiano e svolgere una formazione professionalizzante in 5 aziende biologiche del territorio (La Cooperativa Sociale Altereco, La Cooperativa Sociale Pietra di Scarto, le aziende agricole Aquamela bio, Roberto Merra e Domenico Russo) conoscere i loro diritti di lavoratori e fare un passo importante verso la vera integrazione.

Il progetto si è in parte concluso con il lancio sul mercato di ASSAY, il prodotto di una filiera etica e trasparente, un pestato di cime di rapa e broccoletti frutto della collaborazione fra lavoratori migranti sottratti allo sfruttamento e aziende biologiche di eccellenza. Il nome del prodotto, ASSAY, è un errore di scrittura in una chat. Da quando Guebre ha scritto “assay” invece di “assai”, la parola è diventata un tormentone. In inglese, poi, significa assaggio: un motivo in più che ha spinto i ragazzi, guidati in un percorso partecipato da un esperto marketing strategist, a scegliere questo nome.

ASSAY racconta una storia di integrazione e diritti, di ecologia e di filiere pulite. L’associazione Terra! invita ad acquistarlo per sostenere i protagonisti di questo percorso.

Cosa state aspettando? Visitate il sito della Onlus Terra! e comprate Assay!

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