BATTERIE STAMPATE 3D – LA FONTIERA GRAFENE

Certo, ad una prima analisi potrebbe sembrare un titolo come un altro: la stampa 3d ha una nuova frontiera, bla bla bla.

Beh, sicuramente è anche questo, però l”utilizzo del grafene per stampare una batteria è il primo passo verso la realizzazione DIY di oggetti completamente funzionanti, già assemblati e pronti per l’uso.

La sfida, per Graphene 3d Lab, è quella di far comportare il grafene esattamente come l’ABS o il PLA delle comuni stampanti, in modo da non doverne comprare una apposta.

Il prototipo al momento funziona ma è ancora poco rifinito, ingombrante e non ricaricabile. Nel prossimo futuro sarà creata una evoluzione agli ioni di litio che si comporterà come una normale batteria.

Questa ricerca è inoltre un ottimo spunto sull’utilizzo del grafene, materiale che cambierà profondamente la nostra quotidianità nel futuro (abbiamo già visto i
preservativi, ad esempio). Vederlo utilizzare in dispositivi di largo consumo a basso costo è una prospettiva altamente allettante, per quanto ci riguarda.

 

A latere di tutto, se da domani saremo in grado di produrre oggetti funzionanti senza nemmeno bisogno di essere assemblati, dovremo anche riflettere sul dove andare ad occupare le competenze dell’immensa forza lavoro che andremo a sollevare dai propri incarichi.

La riflessione sull’impiego della forza lavoro e delle sue competenze (dal prossimo domani, obsolete), secondo noi, è un’ulteriore spazio di innovazione, che la comunità makers dovrà e saprà integrare alle proprie ideologie e visioni future.

Nel frattempo divertiamoci e non fermiamo la nostra mente. Il futuro è alle porte e questo è sicuramente uno dei modi migliori per entrarci.

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