COPIARE O NON COPIARE?

Per la Milano Design Week 2019, Rossana Orlandi ha lanciato il RoPlastic Prize, in collaborazione con Dezeen (il redattore capo Marcus Fairs è stato membro della giuria del premio). Ognuno dei quattro vincitori del Ro Plastic Prize ha ricevuto un premio di € 10.000. La competizione fa parte della Guiltless Plastic initiative di Orlandi, che esiste per sostenere l’uso responsabile di questo materiale. Orlandi, dopo aver lavorato per più di 20 anni nella moda come consulente per etichette come Giorgio Armani e Donna Karan, nel 2002 ha deciso di trasferire la sua passione per il design come collezionista privata in un’ innovativa galleria.

Il vincitore della categoria design è stato Alexander Schul con la sua collezione Substantial. I pezzi sono realizzati con fogli di plastica riciclata (HIPS: polistirolo ad alto impatto). Scrive sul suo sito web: “La forma e la struttura dei mobili nasce dall’idea di combinare metodi di produzione efficienti, funzionalità ed eleganza senza tempo, con le possibilità che il materiale è fornito…”

Un progetto davvero interessante, tranne per il fatto che la Substantial Chair sembra una copia della Shell Chair di Barber&Osgerby (2004, prodotto da Isokon Plus).

v

Copiare o non copiare? Questo è solo un titolo provocatorio, ma a parte il concept e il materiale, questi due progetti sono molto simili, il risultato in termini di forma è quasi identico. Contestualizzando questo caso, stiamo parlando di una competizione lanciata da una gallerista, ma con una giuria d’eccezione: come sopra menzionato, il caporedattore di Dezeen Marcus Fairs, al fianco di Philip Battin, Giulio Bonazzi, Giulio Cappellini, Li Edelkoort, Cristina Gabetti, Arthur Huang, Paul Rose, Ivy Ross, Marva Griffin Wilshire e Cuiming Yuan.

Nel mondo del design (soprattutto per prodotti e arredo) siamo sempre più abituati a vedere la presenza di “nuovi” progetti che assomigliano / copiano spudoratamente altri progetti, pezzi storici e non. Prodotti che differiscono per pochi millimetri, riproduzioni esatte fatte di materiali diversi, stiamo parlando di progettazione o di esercizi di stile? Di opere d’arte? Dov’è il confine tra design e styling?

In molti casi, il progettista può giustificare queste somiglianze parlando di dimensioni diverse (anche nella scala di millimetri), presentando un concept o un materiale diverso. La vera domanda è, se voglio creare e progettare un nuovo prodotto, è sufficiente cambiare la finitura, o il materiale, o la lunghezza di un elemento?

Lasciando aperte queste domande e risposte, per ora, questo caso è solo uno dei tanti esempi e potete trovarne altri su Twin Pix in cui due prodotti simili vengono confrontati visivamente. Seguitelo anche su Instagram.

x

All Rights reserved to Alexander Schul and Barber&Osgerby

via dezeen

Back to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: