Devi bere, prima di guidare: bicicletta in PET.

Di norma la bicicletta è il mezzo di trasporto green per antonomasia. Se in più ci aggiungiamo un bel telaio prodotto dal riciclo di bottiglie di plastica in PET, beh allora si diventa dei veri virtuosi delle due ruote.

Muzzicycles, è il prodotto di una azienda brasiliana (al di là del boom economico, sono decisamente due spanne sopra a tutti da questo punto di vista nel paese carioca), in forte espansione e con le idee molto chiare per quanto riguarda il link tra business e rispetto dell’ambiente. Alcuni hanno già coniato il termine “ricicletta”, a tal proposito.

Con una mossa un po’ provocatoria, per raccontare il loro prodotto partono addirittura dalla preistoria: i dinosauri nel corso dei millenni diventarono fossili, poi petrolio, che è stato trasformato in bottiglie di plastica e che oggi da origine ai telai Muzzicycles. Se quindi vi faceva effetto l’idea di cavalcare un centinaio di bottiglie, provate ad immaginarvi di cavalcare un bel velociraptor!

Attualmente l’azienda è in grado di riciclare quasi 16 milioni di bottiglie in PET all’anno, che verranno trasformate in 132.000 telai di bicicletta. Questo comporta un risparmio di oltre 980.000 kg di petrolio, e di abbattere la produzione di oltre 2,7 milioni di kg di CO2. Inoltre l’azienda prevede di quadruplicare queste cifre entro la fine del 2013. Speriamo per loro (e per noi, non dimentichiamoci mai che il pianeta è anche nostro) che le cose vadano per il verso giusto.

Una bicicletta di questo tipo offre una nutrita serie di vantaggi: è più leggera, è economica, elimina la necessità di verniciature, poiché il colore è stabilito prima dello stampaggio, e soprattutto, la sua struttura flessibile ed elastica elimina la necessità di ammortizzatori, con un bel risparmio di componenti.

La struttura si ispira a quella delle ossa umane. Resistente dove serve, vuota dove non c’è bisogno di materiale. Visto da solo il telaio sembra convincere, ma nella complessità del mezzo assemblato, esteticamente appare un po’ troppo massiccio, pesante, e dalle forme un po’ datate (meglio l’effetto visivo offerto dalle colorazioni trasparenti o traslucide, ma ancora non ci siamo). Ovviamente siamo perfettamente consapevoli delle necessità strutturali che deve avere un tipo di telaio con queste caratteristiche, ma siamo convinti che si possa lavorare di più da questo punto di vista.

Altri aspetti che andrebbero limati sono il sito internet, decisamente troppo poco accattivante, e il tipo di scatti con cui i modelli di biciclette vengono immortalate (sul web è possibile reperire quasi esclusivamente immagini decisamente sovraesposte in alcuni casi, con insensati sfondi monocromatici ciano, o una sfilza di fotografie con il fondatore dell’azienda accanto alle sue “bambine”). Ma queste sono le uniche critiche che si possono fare ad un progetto che, ne siamo sicuri, rivoluzionerà il mondo delle due ruote. Gli errori di gioventù li commettono tutti.cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (1) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (1) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (2) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (3) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (4) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (5) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (6) cycle, bicycle, brazil, pet, recycling, ricicletta, muzzicycle, ossa, environment Wevux Alessandro Saggia (7)

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