Dodge Deora: un piccolo grande gioiello

Ciclicamente, come avranno notato i più affezionati, Carspotting propone una sorta di rubrica nella rubrica, in cui trattiamo di vecchie glorie del passato,  amarcord e curiosità dei decenni scorsi.

Oggi parliamo della Dodge Deora, un prototipo di pick-up che deriva dal Dodge A100, risalente al lontano 1965. A quasi cinquant’anni dalla realizzazione, però ritroviamo un design tutt’altro che datato. Le prime caratteristiche che balzano all’occhio sono sicuramente la collocazione e la conformazione dell’abitacolo. Esso è posizionato nell’estrma parte anteriore della vettura. All’interno di esso troviamo due comodi sedili in pelle nera, un volante con doppia cloche e tanti altri elementi e dettagli che lo rendevano fortemente futuristico per l’epoca. Particolarmente interessante e degno di nota è il sistema di apertura del portellone anteriore, che permette l’accesso all’interno del veicolo: sebbene possa sembrare scomodo e macchinoso (questo lo lascio giudicare a voi) l’accesso è possibile alzando il grosso cristallo anteriore e ruotando attorno ad un perno centrale il “parapetto” anteriore. Il rimanente volume della vettura è formato da un lungo e sottile cassone, chiuso da una copertura piatta e leggera. Il veicolo era certamente particolare e molto originale allora ed è particolare tutt’oggi, e nel complesso assume decisamente una forma piacevole, slanciata e addirittura aerodinamica.

La notorietà di questo veicolo, più che dal prototipo in sé, è derivata perlopiù dal modellino di HotWheels (il celebre brand Mattel di automobiline giocattolo 1:64) che nasceva proprio in quegli anni.  La primissima serie di modellini include infatti, in maniera rivisitata e con colorazioni tipiche dell’azienda di giocattoli, proprio un modellino di questo veicolo.

Svariati anni dopo, per la celebrazione del 35esimo anniversario dell’azienda di giocattoli, è stato creato una Deora II, che venne successivamente realizzata anche in scala 1:1 dal costruttore Chip Foose e 5-axis. Il risultato estetico della Deora II non è tuttavia nemmeno lontanamente paragonabile a quello della progenitrice, tanto da farla assomigliare, appunto a nient’altro che un grosso giocattolo.

Ci fa piacere rispolverare piccole chicche come questa. A presto con nuove (vecchie) glorie del passato.

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