EROS E PITTURA: PAUL DELVAUX

Il sesso è ovunque. Lo è adesso, lo è sempre stato, e sempre lo sarà. Forse perché è l’unica cosa a cui il genere umano non può resistere, e per quanto religione e moralisti cerchino di reprimerlo, tornerà sempre, magari in forme nuove. In questi giorni ha aperto una esposizione presso la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversetolo, in provincia di Parma, dedicata interamente al maestro della pittura belga Paul Delvaux. E voi direte cosa centra un pittore con una rubrica sul sesso? Bè centra eccome, e rappresenta uno dei primi veri esempi di pittura erotica dei primi del 900. L’eros regna nei suoi quadri in modo sovrano, e viene rappresentato attraverso la bellezza abbagliante del corpo femminile. Niente di volgare o forzato, solo una nudità maestosa, che da un lato celebra la bellezza, e dall’altro ci rimanda a temi sinistri come la morte, che ci mette in guardia dalla perversione. Le donne ci appaiono potenti e feconde, in grado di decidere le sorti del mondo, mentre invece gli uomini sono precari e quasi inesistenti di fronti a questa bellezza. Le sue tele sono dominate da baluginanti nudità, da scheletri implicati in scene religiose. Le mostre di Paul Delvaux hanno sempre destato scandalo, anche negli scorsi decenni, come la retrospettiva di Ostenda del 1962, che fu vietata ai minori di diciotto anni. Oppure la Biennale di Venezia del 1954, nella quale il  futuro papa Giovanni XXIII, proibì ai preti l’eccesso di una pittura che avrebbe potuto turbarli.

Per info sulla mostra: http://www.magnanirocca.it/delvaux-e-il-surrealismo/

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