FORGOTTEN ARCHITECTURE

Il fenomeno del momento si chiama Forgotten Architecture e si tratta di un gruppo su Facebook e una pagina Instagram da cui vengono condivise tutte le architetture che la comunità di professionisti e non riporta a galla, anche tramite video musicali, film, documentari. Il progetto nasce grazie a Bianca Felicori, una giovane architetto educata all’arte ed all’architettura già in tenera età dai propri genitori. Bianca ha già all’attivo uno stage con Domus, concluso, e al momento collabora con Artribune.

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Mario Bacciocchi – Chiesa della Santissima Trinità Piacenza

Durante una visita alla mostra Broken Nature, scopre Las Escuelas Nacional De Artes a L’Avana di Vittorio Garatti, Roberto Gottardi, Ricardo Porro, due architetti italiani insieme a un architetto cubano. L’opera le era sconosciuta, e qui nasce l’idea: condividere questo esempio personale su Facebook creando un gruppo chiamato appunto Forgotten Architecture.

Ad ora la pagina conta più di 5000 membri e si presenta come un mega-collettivo: dallo studente al professore, dal grande architetto al giornalista. La pagina Instagram poi funziona come vetrina, condividendo i progetti più curiosi o “dimenticati”, selezionati dalla pagina del gruppo.

Forgotten Architecture copre un arco temporale che va dai primi del Novecento a oggi, ma la cosa più interessante sono le rubriche, ognuna con il proprio limite spaziale.
Forgotten Architecture: contesto europeo, unica eccezione per gli italiani all’estero che possono essere condivisi (con il sottoinsieme #forgottenhouses e #forgottendeserthouses);
A Famous Forgotten: la rubrica sulle opere meno note dei grandi maestri, contesto mondiale;
Vari sottogruppi: Chiese, Cimiteri, Prospetti, Gas Station, Night Club, Bar, Capsule, Padiglioni, Playground, Piscine (Europa e resto del mondo); Progetti Arch and Art dove un artista collabora con un architetto (Europa e resto del mondo); Rubriche regionali: Forgotten Architecture Campania, Forgotten Architecture Calabria, Forgotten Architecture Puglia (per ora), curate da membri del gruppo (Italia).

Il gruppo nasce anche dal fatto che si, la storia dell’architettura c’è, ma purtroppo in molti (troppi) casi bisogna studiarla da soli. Un’università come il Politecnico di Milano per esempio, non ha una magistrale per approfondire maggiormente la storia dell’architettura, se non un corso a Mantova. La scelta di utilizzare Facebook e Instagram in maniera sana per veicolare e condividere informazioni, ha attivato anche un forte dialogo spontaneo tra le generazioni, dando l’opportunità di parlare di architettura al di là dei soliti schemi accademici, in modo pop forse, suggerisce Bianca.

Per il futuro di Forgotten Architecture, Bianca si augura di poter organizzare eventi e soprattutto gite e visite delle architetture raccolte: “Mi piacerebbe anche rendere Forgotten Architecture uno strumento per chi viaggia, un database da consultare per visitare le architetture nascoste in giro per il mondo o, perlomeno, in Europa.”

Un progetto contemporaneo, interessante, che ci fa conoscere cose nuove e che ci aiuta ad instaurare un dialogo sano tra generazioni, attraverso i social. Cosa aspettate, unitevi al gruppo e visitate la pagina Instagram di Forgotten Architecture!

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