# INTERVIEW : FRANCIS FLOWER – VOGLIO ESPRIMERE #FOTOGRAFIA

Nell’ultimo periodo abbiamo avuto l’opportunità di parlarvi di Francesco Frizzera, in arte Francis Flower, un fotografo di Rovereto che ultimamente piace molto a tutti. Siamo andati a fargli qualche domanda, per capire di più da cosa nasce la sua passione e la sua arte.

 

“Ciao Francesco, prima di tutto vorrei ci parlassi un po’ di te, chi sei e come nasce l’amore per la fotografia? i tuoi strumenti quali sono?”

“Ciao! Mi chiamo Francesco Frizzera, ho 22 anni e ho iniziato a fotografare tra i 17 e i 18 anni per puro caso: durante le lezioni di italiano in quarta superiore mi annoiavo e quindi facevo disegni che per fare vedere su Facebook fotografavo dall’ alto. Dopo un centinaio di disegni mi chiesi come sarebbe stato se avessi fotografato qualcosa di vivo. Cominciai quindi con me stesso ed i miei amici, per creare ricordi che avrei potuto rivivere negli anni dopo e per dimostrare al mondo che la mia vita, nella sua piccolezza, era spettacolare. Quest’ ultima causa era a sua volta causata da un fattore dominante nel mio carattere: l’ insicurezza. Fino all’ età di 20 anni mi consideravo minuscolo e insignificante, avevo bisogno di dimostrare al mondo che ero importante.
Poi, dopo una serie di eventi che mi schiacciarono il cuore, mi resi conto che non dovevo essere insicuro della mia esistenza. La mia vita era spettacolare, e non perchè era la mia vita, ma perchè era la vita in sè ad essere magnifica. Mi resi conto che con poco si poteva ottenere più dell’ infinito. Mi resi conto che passare 3 ore su un prato a fumare sigarette e a parlare con persone a me care era ciò che mi teneva in piedi ogni giorno. I momenti nei quali ti rendi conto di quanto sei fortunato ad avere per esempio due gambe con cui correre, e di quanto sei fortunato ad avere un amico con il quale poter esprimere le più grandi paure. Tutto ciò mi portò a giurare di mostrare al mondo che le possibilità di essere sereni sono li di fronte a noi per tutto il cammino di vita, e noi, possiamo afferrarle.
Andare su una montagna alta per guardarne altre, aspettare il tramonto per poter commuoversi della propria piccolezza e della propria innocenza rispetto al mondo intero, provare paura, tramutare il terrore in orgoglio e quindi in coraggio. Sentirsi soli per sentirsi in dovere di fare qualcosa, di cambiare qualcosa.

Ho una D700 e un obbiettivo Nikon analogico f 2.8.
Non ho mai voluto fare il fotografo. Io voglio far rendere conto al mondo che esiste la possibilità di vivere in serenità con sè stessi. Voglio esprimere.”

 

“Cosa ci dici invece di Francis Flower, da dove arriva?”

“Riguardo a Francis Flower posso dire che è un nome che nacque durante un pomeriggio a casa di mio zio musicista.
Mi disse -scegli un nome- . Ed io – “Francis!”.
Disegnò un puntino su un foglio e ci scrisse vicino Francis, poi disegnò tanti puntini intorno a quel nome e mi spiegò che tali punti erano tutti i vari obbiettivi che una persona si prefigge durante il suo cammino di vita: avere una ragazza, avere un lavoro, avere un titolo di studio, essere orgogliosi di un’ amicizia, riuscire a realizzare un piccolo sogno ecc ecc. Dal punto chiamato “Francis” tracciò una parabola verso un punto esterno a lui e mi disse che stavo andando verso un obbiettivo.
Raggiunto l’ obbiettivo non passò subito ad un altro come si potrebbe pensare. Tornò indietro, spiegandomi che per essere sicuri di una scelta, bisogna tornare al punto di partenza per chiedersi se è veramente ciò che la tua persona vuole.
Questo procedimento creò un petalo e qui si creò il termine “Flower”.
Spero di riuscire ad arrivare all’ età di 70 anni con un bel fiore da tanti petali tra le mani.”

 

“Per finire, le tue foto hanno dei soggetti ricorrenti potremmo dire, quindi cosa ci dici a proposito di questi, la natura e gli amici, segui qualche progetto quando scatti?”

“Riguardo l’ ambiente in cui fotografo, esprimo gratitudine verso la natura che è stata così gentile da regalarci montagne, alberi, fiumi, laghi e tramonti bellissimi. E’ il mio ambiente, essendo nato e vissuto in mezzo alle montagne non invidio e non provo interesse verso la città.
Amo stare nella natura. Mi riempie l’ anima. La natura è per me una scappatoia dalla vita di tutti i giorni, nonostante il mio lavoro occupi tutta la mia giornata, almeno una volta alla settimana devo passare 4 o 5 ore nella natura, dove prendo il respiro e vivo veramente.

I soggetti sì, sono tutti amici miei, ma capitano lì mentre mi sento ispirato. Non scelgo nulla, non progetto niente. E’ tutto vero.”

 

“Progetti futuri?”
“Ho bellissimi sogni che riempiranno di amore il mio cuore e quello delle persone, se realizzati, ma li raggiungerò. Statene certi.”

 

“E allora grazie mille Francis e buona fortuna!”

 

Se volete vedere i suoi lavori visitate la sua pagina Flickr , Tumblr o Facebook.

 

 

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