INTERVIEW: STAGE DIVING – LA RIVOLUZIONE IN MUSICA!

Intervistona con Edo e Massi i due geni dietro l’evoluzione del mercato musicale! Ebbene si, prepariamoci perché tra poco saremo noi (pubblico) ad avere il potere di far suonare la nostre band preferite ovunque!

Insomma, una novità incredibilmente semplice e utile, che tutti noi appassionati di musica, stavamo aspettando!

 

Stage Diving: Live is Better, già dal nome una gran figata. Raccontateci un po’:  come è uscita fuori quest’idea? come funziona?

 

Edo: L’idea di Stage Diving nasce dalla passione per la musica, e in particolare per la musica dal vivo. Questa passione è condivisa con un sacco di amici, con cui siamo andati anche spesso in giro per l’Europa per seguire band che non avevano pianificato una data in Italia.

Qualche settimane fa ho incontrato un amico di ritorno da un festival in Belgio, il Groezrock, dove era stato solo per vedere una band americana che suonava per la prima volta in Europa in 28 anni di carriera: gli Screeching Weasel. Ci ha raccontato che le prime tre file sotto al palco erano tutte di italiani!

Ci sono band che non riempiono San Siro, ma che fanno muovere le persone per distanze più o meno grandi. Il problema che abbiamo riscontrato è che questo genere di bands sono un rischio molto alto per agenzie di booking, promoter e locali: il rischio è quello di non rientrare dell’investimento.

I fans però sono quelli che conoscono meglio di tutti quello che vogliono sentire: con Stage Diving vogliamo partire da questa passione, e lavorare insieme ai fans per organizzare i concerti che loro vogliono vedere.

Oltre a questo c’è un altro problema, che riguarda un numero ancora più grande di band emergenti. Ma di questo magari ne parliamo meglio dopo

 

Dare al fan il potere di organizzare un concerto e di proporne un prezzo è una rivoluzione. Avete già trovato l’appoggio di qualche musicista?

 

Massi: Fino a poco tempo fa avevamo solo la nostra idea da raccontare. E l’abbiamo fatto con qualche band italiana come Vallanzaska e Black Beat Movement e ne erano entusiasti.

Oggi abbiamo attivato la pagina di Facebook, e una landing page per cominciare a farci conoscere online; offline abbiamo in programma di farci riconoscere a festival e concerti.

 

Il vostro target si riferisce ad una comunità già presente o intendete crearne una?

Massi: Ci rivolgiamo ad una community che esiste: il nostro lavoro sarà quello di riunirla e far sapere a tutti che non sono soli!

Cominceremo con i nostri contatti diretti e parecchi influencer conosciuti in questi anni di frequentazione ai  concerti. Varie band, dj, tatuatori, fotografi, promoter e “addetti ai lavori”.

Con Blossom Communication stiamo lavorando ad una campagna di comunicazione che ci porterà ad essere presenti con banchetti Stagediving a parecchi eventi live durante tutta l’estate. Una campagna web, social network e sulle principali webzine e riviste specializzate nel settore.

Riguardo la vostra esperienza nella community, c’è un aneddoto passato che potete raccontarci, che vi ha fatto dire: “cacchio, qui ci vorrebbe Stage Diving”?

Massi: L’ultima volta in cui l’ho pensato ero al concerto di Dan Vapid e purtroppo non c’era abbastanza pubblico per fare veramente Stagediving…ho assistito ad un paio di cadute memorabili!

 

Le frontiere del progetto sono immense, avete già strutturato un network di locali ed attrezzature? Anche oltre i confini Italiani?

Edo: siamo in contatto con diversi locali di Milano, a cui abbiamo raccontato l’idea e con cui stiamo cominciando a lavorare e in cui faremo i primi concerti.

Oltre al contatto diretto, sul sito ci sarà una sezione dedicata ai locali che offrono musica dal vivo, in modo da diventare parte attiva della proposta. Ogni band ha il suo stile e la sua strumentazione, quando sapremo chi e dove i fan vogliono i concerti… sapremo dove andare.

In questa fase iniziale ci stiamo concentrando nella nostra “zona sicura”, e con alcune agenzie che da anni organizzano tour europei diventeranno partner strategici per andare lontano

 

Come è stato approcciarsi al mondo delle start up? Qual è il vostro background?

Edo: Abbiamo cominciato a lavorare sull’idea con Massimiliano, mio fratello. Entrambi arriviamo da 10 anni di lavoro dipendente: io nel dipartimento di Ricerca e Sviluppo di una multinazionale di microelettronica e lui come National Account. Negli ultimi due anni pero’ entrambi ci siamo approcciati al mondo della musica da un punto di vista lavorativo, io seguendo il tour di un musicista brasiliano e Massi come gestore del suo locale.

Da quel momento abbiamo deciso di metterci in gioco e fare della nostra passione il nostro lavoro. Entrare nel mondo delle start up è stato come lanciarsi in un pogo sotto al palco: tante botte, sudore, ma un’esperienza fighissima!

 

Al momento, su stage-diving.com è caricata una versione embrionale del sito. Quali sono le prossime tappe? Quali possibilità concederà la versione completa? Quando?

Edo: stiamo raccogliendo le prime richieste e gli utenti interessati. A ottobre sarà pronta anche la versione beta del sito in cui ogni utente avra’ il proprio profilo su cui si potranno vedere lo storico dei concerti a cui ha partecipato e di quelli a cui sta partecipando con Stage Diving; consigli su altri artisti e live che potrebbero interessare e la possibilita’ di interagire con gli altri utenti…

 

La vostra idea potrebbe anche aiutare nuove band emergenti a farsi conoscere e sfuggire alla terrificante domanda dei gestori dei locali: “quanta gente portate?”. Come funziona il meccanismo per questo target?

Massi: Ci sarà un’area dedicata alle band emergenti in cui indicheranno genere, luogo di origine, strumentazione a disposizione e che eventualmente necessitano, disponibilità agli spostamenti.

Una volta confermato un concerto, selezioneremo il supporter tra queste band, dando loro l’opportunita’ di esibirsi davanti ad un pubblico numeroso ed interessato. E pagati. Avranno quindi la possibilita’ di aumentare la loro fan base e magari un giorno passare nella sezione Headliner di Stagediving.

Il fatto che oggi molte band devono promettere un pubblico e accettare delle condizioni pessime pur di suonare dal vivo secondo noi è un grosso problema che taglia le gambe a tanti artisti potenzialmente validi. Per questo la parte che riguarda le band locali ci interessa tanto quanto le altre due: creando nuovi concerti di band interessanti, noi vogliamo far interessare più gente possibile a band all’inizio del loro viaggio. E dargli visibilità, possibilità di networking, e soldi.

 

Insomma, qui tutti stiamo aspettando che il progetto prenda il volo. Ci rivediamo all’evento lancio di Stage Diving?

Massi: Certo! Anche se per il momento possiamo dirti solo…ci vediamo a settembre!

Per informazioni in più puoi sempre trovarci all’indirizzowww.stage-diving.com, su Facebook (www.facebook.com/StageDiving.liveisbetter) oppure [email protected]

 

Grazie per la disponibilità,

 

Grazie a te!

 

 

 

 

 

 

Back to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: