Nudi di ghiaccio

Come tutte le artiste femministe sbocciate negli anni ’70, anche Kirsten Justesen, pioniera dell’arte contemporanea danese, utilizza il suo corpo nudo nelle sue opere/performance; ma la cosa che la caratterizza è l’utilizzo del ghiaccio, come elemento complementare e avversario.

Il ghiaccio, sempre a contatto col corpo nudo, assume vari significati e varie interpretazioni. Il lento decomporsi, la trasparenza suadente, ma soprattutto prende forza con la vicinanza di un corpo caldo, a cui si oppone per natura, ma che in realtà va a far parte di una più ampia metafora, dove il ghiaccio rappresenta la freddezza delle relazioni di oggi fra esseri umani, ma anche col nostro corpo, nelle relazioni fra persone e nelle strumentalizzazioni del mercato.

Capiamo questo disagio nel momento stesso che noi spettatori ci immaginiamo il nostro corpo caldo a contatto con la superficie ghiacciata, e allora un brivido percorre la nostra schiena.

Dall’altro lato sembra quasi che l’artista voglia spegnere la visione del corpo della donna come puro oggetto sessuale, per vederlo solo come una incredibile costruzione di linee perfette.

Back to Top
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: