Packaging e sapore: la antica tradizione delle foglie di banano

Ebbene sì, parliamo di packaging e sapore ragazzi. Perchè madre natura, effettivamente, ha sempre avuto un occhio di riguardo per quella che è la conservazione del cibo.

Questo, unito alla capacità di osservazione dell’uomo, ha fatto sì che una banalissima foglia di banano (beh, tanto banale per noi europei non lo è) sia diventata il packaging ufficiale, dalla notte dei tempi, dei cibi del sud est asiatico.

La struttura della foglia stessa, molto spessa e resistente, consente, attraverso la sua superficie, di avvolgere porzioni di cibo a volte nemmeno troppo modeste.

Per i più raffinati poi, dopo aver avvolto la propria razione, una passatina sul fuoco vivo per insaporire ulteriormente la pietanza, e via.

Proseguendo nella nostra indagine è bene ricordare che adottare un’abitudine alimentare arricchisce lo spirito e la mente, non solo lo stomaco e ci avvicina più di qualsiasi altra cosa ad una cultura diversa da quella di origine. Mangiare con le mani riso e gamberi da una foglia di banano bruciacchiata è un punto di incontro sensoriale: tatto, vista, gusto ed olfatto. Cos’altro può darci un’esperienza così completa?

Chiudo quindi con uno spunto sul quale sarebbe interessante soffermarsi durante la progettazione di un packaging: conosciamo, noi occidentali, una maniera di avvolgere il nostro cibo che sia biodegradabile, naturale, genuina e che addirittura sia in grado di conferire sapore a quello che mangiamo?

Io personalmente no, ma aspetto rettifiche.

Buon appetito!

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