Raven III, il falco meccanico

Un team di studenti e professori dell’università del Maryland ha messo ha punto alcune settimane fa, un robot molto particolare. Quella dell’università statunitense è un’unità di ricerca molto prestigiosa e rinomata, già famosa per aver messo a punto droni capaci di salire autonomamente intere scalinate.
Sull’onda dei progetti di Amazon, droni con impianto di volo a elicottero si sono letteralmente sprecati negli ultimi mesi. La particolarità del “Raven I” e del “Raven II” (raven in inglese significa falco) è da rivedersi proprio nella meccanica di volo, che ricorda incredibilmente quello di un uccello. Le ali sono ultraleggere e flessibili, e, data la discreta apertura alare, tutta la superficie delle appendici mobili è ricoperta di celle fotovoltaiche capaci di autoalimentare il movimento alare, e quindi il volo.
Più che di design, in questo post si sta parlando di ingegneria e di robotica, ma questa novità apre degli scenari sterminati, e decisamente interessanti. Per il momento è già tanto che il robot riesca ad innalzarsi del suolo, e i video di presentazione evidenziano non poche incertezze nella pulizia del moto; ma stiamo parlando di un progetto sperimentale, e perché non immaginarsi in un futuro non molto lontano posta, pacchi, e magari persino persone trasportate da uccelli meccanici (piccioni, gabbiani, aquile che siano, anche a seconda del peso che deve essere trasportato) alimentati dai raggi del sole.

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