Spazio, stiamo arrivando!

Tutti conosceranno la Virgin Group, e non ci dilungheremo troppo nello spiegare di cosa si occupa: si tratta di un gruppo di società separate, indipendenti, che spaziano nei campi più variegati (viaggi, intrattenimento, media e molti altri) e che utilizzano in concessione il marchio Virgin. Spesso non sono nemmeno più sotto il controllo o la proprietà di Richard Branson, il magnate britannico fondatore e possessore del marchio (Virgin Radio Italia e Virgin Records per fare due esempi celebri).

Vi aspetterete che in una rubrica di Motori e transportation design si parlerà quindi della scuderia Virgin Racing in comproprietà con Marussia F1 Team. Invece oggi parleremo addirittura di veicoli spaziali.

La Virgin Galactic è infatti una delle tante società dell’universo Virgin, che si prefigge di sdoganare i viaggi spaziali al grande pubblico. Non più solamente pochi fortunati astronauti, lo spazio diventerà presto alla portata di qualche facoltoso utente in più. Il primo traguardo che l’azienda vuole raggiungere è infatti la soglia di 500 viaggi all’anno, per il “modico” prezzo di 200 000€; le virgolette che contornano l’aggettivo “modico” potrebbero però tranquillamente esser tolte se si paragonassero i viaggi Virgin all’unico attuale soggetto di questo particolare mercato, ovvero l’Agenzia spaziale Russa, che offre sei giorni di volo a ben 20 milioni di euro.

Stiamo parlando di qualcosa di decisamente rivoluzionario non solo dal punto di vista del prezzo. Le navette utilizzate, le forme, le tecnologie sono decisamente futuristiche, e degne di qualsiasi film di fantascienza. La SpaceShipTwo, evoluzione dell’aeromobile SpaceShipOne, utilizza un particolare aereo chiamato White Knight (cavaliere bianco) per raggiungere la quota necessaria all’attivazione dei razzi propulsivi. In fase di decollo da terra, i due moduli sono uniti, ed appaiono come una sorta di aereo stile aereo di linea, ma più largo e  con tre volumi paralleli distinti. Arrivati all’altitudine di 50000 piedi, il corpo centrale (la vera e propria navicella aeromobile) si sgancia evidenziando la sua particolarissima conformazione alare (che addirittura è mobile e capace di inclinazioni fino a 90° rispetto al suo punto di aggancio, per permettere il rientro in atmosfera).

Con l’inaugurazione dello SpaceShipThree si avrà ufficialmente la fine della fase di test e l’inizio del programma di turismo spaziale. Ovviamente è legittimo criticare l’estrema esclusività di questi viaggi, ma chissà che in un futuro non molto lontano i prezzi non si abbassino ulteriormente. Quindi, spazio, stiamo arrivando (anche noi)!

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