Wanangkura Stadium: un turbine di pixel

Si tratta di un nuovo centro ricreativo polifunzionale che sorge su un’area di 4500 mq, a PortHedland in Australia. Il progetto è dello studio ARM Architecture e comprende vari campi da gioco interni, campi all’esterno e un parco paesaggistico.

All’interno troviamo una hall che può ospitare campo da basket e netball, due campi da pallavolo, da calcetto, due campi per il minibasket e quattro da badminton. Inoltre può ospitare, con posti fissi, 404 persone. Oltre agli spazi dedicati allo sport troviamo, all’interno della struttura, un asilo , palestra, vari uffici amministrativi e sale riunioni, e un bar.
Lo stadio si chiama Wanangkura, che si traduce come “turbine” nella lingua aborigena Kariyarra.
Una delle progettiste, Sophie Cleland, paragona l’edificio ai cicloni che si verificano ad intermittenza nella regione, dicendo che l’edificio crea un “scintillante effetto increspatura in un paesaggio altrimenti piatto”.

Il nome è stato scelto tra centinaia di proposte. Il paesaggio in cui sorge è semidesertico e ospita condizioni climatiche estreme con stagioni di cicloni e temperature elevatissime durante l’estate. Per questa particolare posizione, in mezzo al deserto, il progetto è stato visto fin dall’inizio come un “miraggio”. Il miraggio si è tradotto concretamente in una facciata composta da pixel azzurri. All’interno di questa è stato ritagliato l’ingresso, sottolineato dall’uso del colore arancione.

È stato inaugurato lo scorso dicembre, quindi se vi capita di girare per Port Hedland perché non farci un salto?

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