DIGITAL MUSES, Gianmaria Della Ratta e Giorgio Gasco (IT)

Rinchiusi a casa e obbligati a utilizzare la connessione come unico modo per evadere, il 2020 ha visto un boom nell’utilizzo di piattaforme per lo streaming online: dalla creazione di nuovi servizi dedicati, a nuove iscrizioni di utenti rispetto gli anni precedenti. Oggi possiamo trovare di tutto in streaming: make-up artists, home chefs, gamers, e così via. Ogni giorno milioni di persone trasmettono online dalla propria stanza o da un altro spazio domestico.

Spinti dalla curiosità, i designer Gianmaria Della Ratta e Giorgio Gasco hanno analizzato queste stanze con un occhio critico, cercando di capire cosa le caratterizza maggiormente dal punto di vista della comunicazione visuale. Il risultato è la mostra Digital Muses, Virtual intimacy through the eyes of a designer, presentata alla Galerie Lecq di Rotterdam, curata dalla Foundation Mesh, durante la Dutch Design Week 2020. Gianmaria e Giorgio sono due giovani designer italiani con background differenti, ma laureati entrambi presso la Design Academy di Eindhoven con un Master in Contextual Design.

Prendendo in considerazione uno degli ambienti maggiormente utilizzati in questi casi, la propria stanza, i designer si sono orientati con la ricerca sociologica di McRobbie e Garber (1976), in cui la “cultura della camera da letto” si colloca nel contesto più ampio della cultura giovanile. Questi spazi vengono utilizzati dai giovani quando si trovano a definire e negoziare una serie di confini e intersezioni con la realtà. Mano a mano che i bambini crescono, il significato della propria cameretta si evolve insieme al desiderio di fuggire da questa verso le “subcultures” o applicazioni più contemporanee come le piattaforme di streaming. Come già detto questo mondo è molto vasto e i designer hanno voluto focalizzarsi su una tipologia specifica, una subculture in cui il termine Virtual Intimacy assume un significato specifico: quella delle CamGirls.

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Analizzando gli ambienti domestici di questa realtà virtuale, hanno intervistato i soggetti e cercato di estrapolare simboli, linguaggi, ambientazioni e atteggiamenti caratterizzanti questa disciplina. Come risultato della loro ricerca, i designer hanno progettato otto decorazioni da parete in gesso composte da elementi come cherubini, delfini e vibratori. La scelta di utilizzare il bassorilievo, da sempre usato in architettura non solo come decorazione ma come elemento narrativo, diventa veicolo di stimoli formali, estetici e visivi nuovi.

Digital Muses ruota attorno alle influenze reciproche tra il mondo virtuale e quello fisico. In questo caso gli arredi e gli elementi nella stanza rappresentano non solo le esigenze delle camgirl, ma anche parte della loro identità, dei loro valori e scopi. I bassorilievi progettati diventano quindi parte caratterizzante della narrazione del live broadcasting.
L’interesse di Gianmaria e Giorgio verso il mondo dello streaming nasce principalmente da una provocazione: la volontà di una sensibilizzazione progettuale al tema, al rapporto tra persona e live broadcasting. Si tratta di un fenomeno in continuo sviluppo che si focalizza sulle nuove tecnologie, e che purtroppo non è stato mai preso in seria considerazione dal mondo del design.

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