CONTRO L’OBSOLESCENZA PROGRAMMATA

Per chi ancora non lo sa, molti dei problemi con cui abbiamo a che fare oggi sono causati da una decisione fatta agli inizi del XX sec. da alcune aziende produttrici e venditrici di lampadine, seguite poi dalla General Motors. Il nome che è stato dato a questa scelta è obsolescenza pianificata (o programmata). Per chi vuole saperne di più, ne abbiamo parlato l’anno scorso all’interno della rubrica COVI/DESIGN.

Possiamo dire che è stato fatto un piccolo passo avanti verso la riduzione di produzione di CO2 e il risparmio energetico grazie all’implementazione della direttiva UE EcoDesign. L’obiettivo di questa direttiva (Direttiva 2009/125 / CE) è spingere a progettare e produrre prodotti ad alta efficienza energetica. Le linee guida fissate dalla direttiva riguardano l’Etichettatura energetica, il Design del prodotto, il Ciclo di vita del prodotto e le Informazioni per il cliente.

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Prima di tutto l’attuale scala che va dalla A+++ alla G viene sostituita a marzo 2021 da una più semplice che va dalla A alla G (senza il simbolo +), con i colori dal verde al rosso. Non si tratta solo di un cambio di nomenclatura, ma di classificazioni più rigorose che interessano il prodotto a tutto tondo. Queste misure dovrebbero farci risparmiare entro il 2030 tanti TWh quanti sono quelli prodotti dal consumo annuo di energia della Danimarca e portare a una riduzione di oltre 46 milioni di tonnellate di CO2 equivalente. A livello economico invece dovrebbe portare un risparmio medio di € 150 all’anno per ogni famiglia europea.

L’implementazione della Direttiva comprende anche il diritto alla riparazione (o Right to repair) approvato dal Regolamento 2021/341 dell’Unione europea. In particolare, si mira a facilitare la riparazione dei prodotti garantendo la disponibilità di pezzi di ricambio, la velocità nella consegna e la facilità nell’installazione, quindi la sostituzione attraverso strumenti comunemente disponibili. Per fare ciò i produttori devono garantire la disponibilità di informazioni sulla riparazione e sulla manutenzione professionale per i riparatori professionisti. Oltre a questa misura poi sono stati rivisti e adattati i requisiti esistenti in materia di durabilità (per illuminazione), consumo di acqua ed efficienza (per lavastoviglie e lavatrici) e marcatura di prodotti chimici.

Non è la soluzione finale per risolvere i nostri problemi ma è un piccolo passo avanti che deve sommarsi a un impegno sempre maggiore da parte delle istituzioni. Speriamo con il tempo di vedere sempre più iniziative e provvedimenti che abbiano come fine ultimo del prodotto il risparmio energetico e la tutela dell’ambiente.

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